
Io e mio marito ci siamo conosciuti una sera, nel locale di cui ero direttrice.
Era un sabato, il locale era pienissimo, lui entrò con i suoi amici, onestamente?! Non lo guardai nemmeno per un secondo, non lo notai, continuai a lavorare, servii loro le birre, il cibo, due battute, due risate, chiesero il conto a fine serata e andarono via.
Nelle settimane successive si palesarono sempre più spesso, il martedì, il giovedì e io continuavo a non notare la sua presenza, non parlava con me, era grande, è grande, che interesse poteva avere effettivamente? Pensavo.
Passarono 2 anni e lui continuava a frequentare il locale con i suoi amici.
Una sera, all’ora dell’aperitivo, si presenta e attacca bottone, avevo tempo, ci chiacchierai con molto piacere, era un uomo poco convenzionale, colto e molto simpatico, mi fece ridere fino alle lacrime.
Pensai a lui spesso.
I giorni seguenti, passava, prendeva un caffè e noi,tra una risata e un raccontarsi sempre di più, scoprimmo di avere degli amici in comune.
Non mi piaceva fisicamente, sono onesta, non ho avuto l’attrazione fatale, quella da farfalle nello stomaco, forse perché avevo chiuso una relazione da poco, forse perché avevo perso la voglia di espormi, di farmi conoscere, perché in quel momento le mie emozioni, non riuscivo proprio a decifrarle.
Fatto sta,che non so cosa scattò nella testa, decisi di invitarlo a mangiare una pizza nel ristorante dei nostri amici comuni, ci scherzavamo su “immagina che faccia faranno quando ci vedranno insieme?”.
La cena fu eccezionale, ci siamo raccontati, senza pretese, ci sentivamo a nostro agio l’uno con l’altra, ci salutammo con un “Ciao a presto”.
Passarono altri 2 mesi da quella cena, lui mi invitò a mangiare il pesce al mare, accettai.
Quella sera sotto casa mia il “Ciao a presto” non mi bastò e lo baciai.
Niente le farfalle nello stomaco, non sentii il brivido del primo bacio, ero delusa, non da lui, da me stessa.
Cosa ho di sbagliato?
Mi piaceva? Non mi piaceva? Non riuscivo a capirlo.
Ancora 2 mesi e stavolta feci un passo enorme, dovevo capire!
“Che fai stasera? Posso venire a casa tua?”
Eravamo emozionati, eccitati, facemmo l’amore, o meglio avremmo voluto, i meccanismi si incepparono, niente nisba, l’imbarazzo di entrambi fu tagliente, si respirava nell’aria, i pensieri dilagavano nella mente.
Non s’ha da fa, si dice a Roma.
Tornai a casa con la tristezza nel cuore, lui ne valeva la pena, lui era quello giusto, ero io sempre io il problema?
Non ci sentimmo per un po’, 5 mesi per la precisione finchè non decisi di partire per un viaggio mio, in solitaria, glielo dissi e la sera prima della partenza, ci abbracciamo, poi un bacio, poi un altro, via la maglietta, via le scarpe e facemmo l’amore un amore che non avevo mai fatto prima.
Più bello? No.
Più coinvolgente? Si.
Eccitante? Non lo so.
Partii era febbraio 2020, a Marzo rientrai in Italia, per ovvi motivi
Venne a prendermi in aeroporto, parlammo
Decidemmo di provarci, di stare insieme, di viverla giorno per giorno
Ci abbiamo creduto, anche se il sesso, il sesso è stato motivo di tante discussioni, di tanti confronti, abbiamo 19 anni di differenza, visioni diverse, tabù ancestrali, atteggiamenti opposti, ma io volevo lui a tutti i costi, non poteva finire perché non riuscivamo a metterci a nudo sul serio.
Un giorno senza pensarci due volte, ho tirato fuori un vibratore, il tutto per tutto, lui rimase di stucco, attimi di panico, lo provammo insieme, per me non era la prima volta, ho solo pensato che potesse aiutarci a buttare giù le barriere a lasciarci andare
Così fu, oggi li collezioniamo, li testiamo, li vendiamo
Perché di coppie come noi ce ne sono tantissime, e noi crediamo che i sex toys possano essere un bel modo di vivere l’intimità, di riaccendere un fuoco, che magari si sta affievolendo, di conoscersi di più anche quando si sta da soli.
Il Piacere non è un lusso, è un diritto e si può costruire insieme, parlando, confrontandosi, senza vergogna, senza paura
A Maggio 2025 ci siamo sposati
